giovedì 13 ottobre 2011

Una tranquilla serata di Follia Milanese

Dopo questa lunga parentesi “forestiera”, torno ad appoggiare le ruote sulle strade milanesi. Non ho mai smesso di sgambettare per le vie della città tentacolare, ma fondamentalmente, a parte alcuni insulti e situazioni di normale routine, non è capitato nulla di esaltante da riportare nel blog.
Invece, ieri sera ho provato un'adrenalina particolare, fronteggiando un problema rinchiuso in un abitacolo – un problema da cui io non potevo fare altro che.. Scappare.

12 ottobre, ore 22.30 - Tornando da una piacevole cena a casa di amici a base di pizzoccheri e risa, ho fatto il consueto giro da via Melchiorre Gioia fino a Piazza Agrippa, passando dalla Stazione Centrale e lungo la cerchia dei Bastioni.
Che bello, non c'è nessuno, Milano è proprio bella e rilassante di sera. Ammiro via Vittor Pisani, deserta e illuminata. La ciclabile è tutta mia! Poco dopo mi insegue un ragazzo su una bici a scatto fisso arancione per darmi un bigliettino. “Conosci la Ciclofficina Stecca? Stiamo cercando ragazze..”
“Eh, le sto cercando pure io, per un mio progetto.. Comunque, grazie e a presto!!”
Cavolo, magari è una buona occasione per conoscere persone che hanno voglia di creare una squadra femminile..

Ore 22.48 - Dopo via Pezzotti, mi prendo la libertà di viaggiare tra due binari senza dover sacrificare il mio spazio rimanendo tra il binario esterno e il marciapiede. Tanto, non c'è nessuno.
Ascolto Des Blutes Stimme dei Riger inframezzata da qualche suono di clacson ancora lontano. Mezzo chilometro prima di svoltare l'angolo ed arrivare a destinazione, in via Volvinio sento all'improvviso una macchina che si avvicina accelerando e frenando brutalmente, suonando come una gallina isterica pronta ad essere sgozzata al mattatoio.
E di nuovo... Bruuuummm! Riaccelera e frena, la sento a pochi centimetri di distanza dalla mia ruota posteriore.
Ha tutto lo spazio per sorpassarmi, ma che cazzo vuole!?
PantPant, sto viaggiando ai 35 km/h ed incremento la velocità sfiorando i 43 km/h..
Mancano pochi metri per arrivare a casa ed il penultimo semaforo è rosso. Rallento per dare uno sguardo veloce, per passare nella speranza di seminarlo.. Ma come me, il pazzo ha bruciato il rosso per seguirmi. Mi butto sul marciapiede del lato opposto, svolto l'angolo di piazza Agrippa e vedo Bry che sta entrando dal portone. Fortuna! Perfect timing!
“Buahuah, Tesoro, veloce, ENTRA!!” Lo spintono con la bici e lo scaravento dentro l'uscio inciampando e ridendo dall'adrenalina.
“Ma che succede?!”
“Pura follia caro, pura follia..”

Solo ora, passata l'adrenalina, mi fermo con calma e sdegno a pensare all'accaduto. E' mai possibile non poter rientrare a casa, pedalando tranquillamente, di sera? Nel cuore di Milano, non a Mostar, Napoli o Baghdad.
Voleva sicuramente scherzare (a suo modo) e spaventarmi. 
Bastava che calcolasse male le distanze o i tempi, tra i fumi dell'alcol, e non sarei qui. Non si sarebbe nemmeno fermato a soccorrermi o a chiamare aiuto. Chissà come sarebbe andata.
E che dire di chi dovrebbe sorvegliare le nostre strade, di giorno come di notte?

1 commento:

  1. Che dire, Lauett..
    Un imbecille automunito. Sarebbero da prendere a sberle, questi cafoni!

    L'importante è che tu stia bene.

    M.

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