venerdì 30 settembre 2011

Bike Smut Festival

Finalmente questo movimento tanto rinomato e atteso sarà a Milano il 7 ottobre @ cascina Torchiera di Milano (piazzale Cimitero Maggiore 18), l'8 ottobre @ Sos Fornace di Rho (via Moscova 5)..

Di cosa sto parlando? Ma come?!

Per farla breve, Reverend Phil, un attivista di Portland, noto per aver corso nudo in un campo di baseball durante gli innings, ha dato inizio al movimento che si sposta tra States e Europa per diffondere un messaggio contro l'invasione di automobili e del mercato del porno.

Il velocipede ha sempre stimolato l'eros.

In sostanza, al Bike Smut Festival oltre alle rassegne video, ci saranno seminari sulla danza erotica, su come creare sex toys dai componenti della bici e un concorso fotografico..
Maggiori informazioni qui.

martedì 27 settembre 2011

Sindaco di Vilnius

Mentre sono seduta alla scrivania della fondazione a cercar di produrre qualcosa, mi arriva una mail da un collega con un link di youtube che non ho potuto far a meno di gustare..


E' proprio un grande! Penso mentre guardo il filmato divertita.
E' chiaro, se avessimo un sindaco simile, tornerebbe l'ordine a regnare in questa giungla di conducenti malati e disumani..

martedì 20 settembre 2011

Concrete Jungle. Follia Milanese

Martedì 20 Settembre, ore 7.30Brooom! La Paoletta, la mia cara e amata Volvo Polar del '90, si è svegliata per accompagnarmi fino in Fondazione. Non la uso quasi mai, nemmeno quando piove.. Ma oggi non potevo evitare, c'è il matrimonio di un amico – collega e si va ad Arese usando l'ottimo metodo del carpooling.


"Concrete Jungle" - Black Label Society

Mado' che traffico allucinante.. Che nervoso..
Mi ero scordata del disagio che comporta un mezzo simile per girare in una città tentacolare, lo stress mi ha corroso quel poco che mi rimane del fegato.
Arrivata in zona Papiniano – Porta Vercellina ho girato come una trottola in cerca di un fottuto parcheggio ma dopo aver caricato Marco, che gentilmente è venuto in mio soccorso, ho gettato la spugna..

Pronto Papà, buongiorno. Dove posso lasciare la Paoletta in questa dannata città?! Ci sono righe gialle e blu ovunque.. Un incubo..”
Ti converrebbe lasciarla in zona Pagano dove c'è un parcheggio che costa poco..”
Che palle, dannazione!!
Marco, sto per sclerare, lo so non ha senso.. Grazie per il supporto, senza di te sarei in condizioni peggiori!”

Trovo che questa città vista dagli occhi di un conducente faccia schifo.
Trovo che le regole gialle – blu con tanto di contrassegno sia da cretini.
Trovo che l'automobilista che ha la possibilità di scegliere un mezzo alternativo ma che continua imperterrito a suicidarsi al volante sia un coraggioso scemo.
Trovo che la bici sia il giusto compromesso per tutto e tutti, anche per coloro che provengono da fuori Milano.. Non sono l'unica che ha affrontato il traffico day by day da San Bovio fino a C.so Magenta, 40 km al giorno dal lunedì al venerdì, perché bionica o schizzata di testa (per lo meno, non completamente).

Automobilisti milanesi, mi spiegate come fate? Vi ammiro nella vostra pazzia..
Ora sono sull'orlo di una crisi isterica. Dopo aver trovato un posteggio (non proprio a “norma” oltretutto) dopo un'ora e mezza di giri inutili, dopo aver contribuito all'inquinamento di questa città, come posso pensare di affrontare una giornata serenamente senza sentirmi in parte colpevole del deterioramento ambientale? Di aver fatto parte di coloro che uccidono il prossimo senza avergli chiesto il permesso..?
Ma come si fa?

lunedì 19 settembre 2011

Copenhagen – Ai Confini della Realtà Sgambettante

Venerdì 8 Settembre, ore 21.00 @ Barcellona, Spain – “SURPRISE!!”
Lo zio Mike incredulo, appoggia la borsa e alza le braccia per manifestare la felicità nel vedere tutti i parenti e amici che sono andati oltre per festeggiare a sorpresa il suo cinquantesimo. L’organizzazione della zia Nathalie è stata impeccabile, la Mommy ci ha offerto il viaggio e si è presa cura degli spostamenti dei vari parenti italiani.. Insomma una gran bella serata, imperdibile.
Open bar, buffet a base di carne alla griglia e pasta e musica per tutti i gusti. Un sogno.
Tra una danza e un drink, ho potuto ammirare la bici da corsa del festeggiato: una Cannondale asettata da triatlon.. Un gioiello, una pantera nera, una divoratrice vera d’asfalto che ricordava la mia new baby Mal.
“Zio, è stata una gran bella serata, mi ha fatto davvero piacere condividere un momento così importante. Ci vediamo domani per pranzo alla Barceloneta ma dovremo abbandonarvi poco dopo perchè io e Bry saremo diretti nel tardo pomeriggio a Milano. Domenica mattina abbiamo un aereo che parte per Copenhagen, la capitale delle biciclette..”


Domenica 11 Settembre, ore 5.00 – “..The Eye of the Tiger..” Tesoro, è ora di alzarsi, altrimenti perdiamo l’aereo.. Coff Coff.. Credo di aver preso freddo due notti fa alla festa dello zio.”
Ciao bimbe, ci vediamo fra un paio di giorni, mi mancherete. Amaretto, vedi di comportarti bene e di badare casa!


Usciamo dalla stazione ferroviaria di København e la prima cosa che noto con estremo piacere era la quantità di bici parcheggiate e in movimento sulle piste ciclabili enormi, spettacolari.. Mai viste così tante persone sgambettanti. Più di Amsterdam! Telai di tutti i generi, fixed gear bikes di svariati colori buttate in qua e in la senza lucchetti e bici da corsa a manetta.


La marca dominante è Centurion.. Mai sentita.. Comunque, è bello vedere anche la concentrazione di marche che vanno per la maggiore nelle varie città che ho visitato quest’anno..La Giant a Brighton e la Peugeot ad Amsterdam.


Abbiamo preso una bici a noleggio per due giorni e ci siamo goduti il traffico ciclistico urbano.
“Ma siamo dalla parte sbagliata della careggiata!! Attenzione..! Ho l’impressione che ci siano più regole stradali per i ciclisti che per i veicoli.. Pazzesco.”
Anche la gestualità per notificare a terzi la manovra che si stava per fare era un po’ diversa da quella che mi avevano insegnato nella S.C. Faentina. Sono troppo precisi!
Anche a Copenhagen ci sono le bici a servizio dei cittadini ma se devo essere sincera, credo di non aver visto nessuno a cavallo di uno di quei affari. Per carità, sembrano molto più leggeri dei nostri BikeMi..


Evvia che si va a fare un giro nel famoso quartiere autogovernato di Christiania, una Fristad che è stata fondata da un gruppo di hippie che hanno occupato una base navale dismessa nel 71. Una città all’interno della capitale, dove si trova la vendita di hashish ma dove non è consentito l’uso delle dorghe pesanti. Si può assistere a spettacoli musicali che si rifanno al genere Reggae mentre si ammira la biodiversità del posto. Ottimi anche gli irish coffee e i succhi di frutta biologici.


Siamo anche transitati davanti all’asilo del posto e proprio vicino all’ingresso c’erano molte bici attrezzate per portare i pargoletti a scuola, una specie di carrozzinaBike.. Intelligente!


“Ahia, ho bisogno di una pompata alla ruota davanti perchè è a terra.. Lau, freghiamo una pompa qualsiasi da una bici così posso risolvere il problema.” “Impressionante, non c’è una pompa su 50 bici.. Mai visto una cosa simile. Se mi permetti, credo tu abbia forato, è il caso di transitare dal negozio di rent così la facciamo cambiare. Iniziamo bene!”

Lunedì 12 SettembreClick! Ho slegato le belve affamate di asfalto.. MmM.. Pardon, non sto parlando delle mie bimbe.. Inizio da capo: ho slegato i vecchi cancelli a due ruote per iniziare il nostro tour cittadino dopo aver accuratamente scelto un posto tipico per una buona e nutriente colazione a base di uova strapazzate, bacon, pomodoro e medaglioni di patate. “Ohi, ma lo sai che non è male questa salsa mista barbeque..?”
"Tesoro, credo sia marmellata..”


A quel punto sentivamo il bisogno di smaltire quello che avevamo ingurgitato, così siamo saliti in sella e abbiamo sgambettato per i vari punti salienti di København: Palazzo di Amalienborg, Marmokirken, Christiansborg Slot, il famoso canale di Nyhavn (il quale è spesso protagonista nelle cartoline essendo molto colorato)..


..Den lille Havfrue – la famosa Sirenetta, costruita in onore del racconto di Hans Christian Andersen e reputata una delle statue più fotografate del mondo.


Infine non poteva mancare un micro tour al Botanisk Have - Giardino Botanico – che è stato estremamnte apprezzato! Le serre erano curatissime e contenevano una biodiversità molto alta.


Ci siamo persi per immensi parchi con laghetti.. Gli spazi sono davvero immensi e sfruttati in modo sostenibile.


Mentre si pedalava da una parte all’altra, abbiamo imparato il codice e il lingaggio ciclistico. In un punto vicino al porto abbiamo notato che in alcuni tratta della careggiata, le due piste ciclabili di senso opposto, occupavano più spazio delle corsie risrvate alle autovetture. Un sogno! Averle a Milano..

Intanto che giravamo ci siamo imbattuti nella mostra de “INDEX: Award - Design to improve Life” dove sono stata rapita dal primo soggetto esposto: The Copenhagen Wheel.


Swoooshh! Mi volto indietro e non vedo Bry, credo di aver pedalato in fretta e di averlo perso per strada. Mi è salito l’entusiasmo e l’adrenalina...
“Ti ho chiamato svariate volte, ma non mi hai sentito.”
“Scusami Tesoro, mi sono fatta prendere dall’onda anomala delle migliaia di persone in bici..”
Orario di punta, sono le 16.30 e la gente torna a casa dal lavoro a tutto busso. Che spettacolo! Sgambettano a busso e io non ho capito più niente. Ma è proprio il caso di tornare in Italia per far fronte ai maledetti guidatori schizzoidi milanesi? Ho sbagliato patria.. Vabbè andiamo a fare l’ultima puntatina alla Fristad..!”


Ore 17.40 – Salutiamo le bici che ci hanno fatto compagnia per il nostro tour intenso e facciamo il rientro all’albergo con una tappa intermedia al quartiere a luci rosse..


Martedì 13 Settembre, ore 11.30“..EasyJet vi da il benvenuto a bordo, destinazione Milano Malpensa..”
“Ho sentito A. che è andato a vedere come stava il Conte di Saronno (Amaretto, the Cat) mentre eravamo via. Mi ha detto che ha trovato la Nox per terra.. Buahuahuah..”
“Iniziamo bene, piccolo e già ci combina i disastri mentre non ci siamo.. Prima o poi quel citrullo si farà male..! L’importante che non prenda i copertoncini delle bimbe come dei tira graffi..”

giovedì 15 settembre 2011

Training Day. Lezione pratica di sopravvivenza urbana a Milano

Ho il piacere di ospitare un caro amico, nonchè collega fidato e scrittore degno di nota, che vorrebbe condividere la sua prima esperienza fuori porta "milanese" a cavallo della sua nuova MarkBike II.
Grazie Marco!

Mi presento: sono Marco, l'amico ed incidentalmente collega della bravissima webmaster del blog Milan On My Bike, e malgrado una permanenza milanese universitaria e lavorativa che ormai dura da più di otto anni, non mi ero mai imbarcato in una simile, rocambolesca avventura. Vale a dire, da bravo e cauto pedone in un ambiente a dir poco ostile alla vita pedonale, non avevo mai osato abbandonare gli ingombri marciapiedi e le soffocanti linee metropolitane di questa città.
L'amica blogger ha accettato di ospitare questo topic sicuramente meno professionale dei suoi, che vi prego di leggere e valutare attraverso gli occhi meravigliati di un forestiero non-milanese, eterno e frastornato pedone-milanese e, da sempre, abituato a portare esclusivamente pesanti mountain bikes su poderali, piste e sterrate di montagna.

Antefatto: fine agosto 2011. Alla vigilia dell'ascensione ai 4075 metri della Roccia Nera, un pensiero folgorante mi schianta sulla via di Damasco. Voglio una bici. La decisione viene presa con incredibile semplicità, considerando che per otto anni ho ritenuto l'area milanese non compatibile con la vita umana se non per brevi periodi di passaggio, e certo non con l'attività ciclistica. Voglio una bicicletta a Milano. La sera stessa, il Corriere mi informa dell'adeguamento ATM: un aumento inaudito del 50% per il prezzo di ogni biglietto, che porterebbe a 3 Euro la spesa giornaliera andata/ritorno. Lo prendo come un segno, una conferma del destino: Deus lo volt!

Primi di settembre, Anno del Signore 2011. Inizia l'avventura e, di colpo, è amore a prima vista. Insieme a Laura avevo selezionato, tramite Internet, un'anonima city bike o ibrido, come la definiva Laura: non un alieno scappato da Dark Skies bensì un compromesso tra una MTB sui generis ed una bici da passeggio. Recatomi da AWS, negozio comodamente prossimo sia a Centrale che alla mia dimora milanese, chiesi un incontro con la prescelta dama: nulla di fatto. Io guardavo l'ibrid.. Pardon, la bicicletta, lei guardava me, senza alcuno scatto emotivo, senza una mistica fusione di sensi, senza alcun flash o vibrazione interiore.
Inoltre, bontà sua, era color grigio topo. Nella vita ho a volte toccato alti e bassi, come tutti noi, e tra trionfi e glorie ho conosciuto momenti di riflusso, ma mai al punto da acquistare una bicicletta grigio topo.
I potenti dei dei fato, tuttavia, mi spinsero a voltarmi, e...
..Ed era lei. Riconoscimento istantaneo, immediata attrazione, amore a prima vista. Un passo, e già sapevo che l'avrei portata via con me; un altro passo e ne ammiravo la serica vernice nera, la nuda superficie priva in modo disarmante ed accattivante di fronzoli e gadget superflui.
Era lei. Una bicicletta di modello vintage, appena costruita poco prima delle vacanze da uno dei tre proprietari dell'AWS, azienda artigianale il cui nome deriva dal padre, Walter, e dai due figli, Angelo e Sergio. Esemplare unico, costruita giusto per sentirci degli artigiani e non solo dei commercianti di biciclette, mi dice il gentile proprietario che ha subito colto la brusca virata del mio interesse: del resto, sto irradiando attenzione e brama su scala industriale, quasi avessero posato un bel blocchetto di uranio al centro di una stanza affollata.
Ci sono altri due esemplari più raffinati e costosi, anch'essi di modello vintage ed anch'essi di fattura artigianale, ma vedo solo lei. Affilate ruote da corsa Vittoria bianche, durissime, da gonfiare ad almeno sette atmosfere e strette come la lama di uno stiletto da omicidio & suicidio in un'opera shakesperiana. Telaio scuro, pulito e nudo in modo a dir poco sensuale, accoppiato ad un sellino sportivo bianco, privo di pretese o di vacue baroccherie. Il telaio è stato incastrato a caldo, non saldato da un anonimo macchinario insieme ad altri 100.000 telai parimenti anonimi; una bicicletta costruita ed assemblata così, Secondo il gusto di mio fratello, premette il signore.
Forcelle dei freni in acciaio ed un paio di pedali classici, C'è ancora una ditta in Lombardia che li produce come una volta, è perfetta. E' mia. Avere qualcosa di unico ed ancora artigianale oggi, nel 2011 e nel discredito in cui è caduto il valore delle cose costruite a mano, è per me un privilegio per cui non esito a spendere i 390 Euro del prezzo, ben superiore al budget che avevo preventivato prima di salire verso la Roccia Nera. Ma, come narrava Perez-Reverte ne Il Club Dumas, nell'immenso mare amorfo delle cose e delle persone inutili e prive di qualsiasi interesse, spiccano alcune rare perle per le quali non si deve avere alcuna remora, alcun ritegno.

Pesa solo 11 chili e, per un tizio piemontese abituato al peso degli zaini da alpinismo o da escursionismo, per non parlare alla granitica robustezza delle mountain bikes, pare volare. Primi giri da casa alla Fondazione, impariamo a conoscerci: capisco che le piace correre e che non ama molto il pavet di cui disgraziatamente gli onesti cittadini milanesi hanno riempito la città, dunque invento una teoria di brevi digressioni su asfalto lungo la rotta principale, Piazza Duca d'Aosta-via Vittori-Piazza Stati Uniti d'America-via dei Giardini-Montenapoleone, Duomo, via Dante, Cairoli, Cadorna e Corso Magenta.
Lei capisce che non amo molto il traffico e tutta questa truppa di esagitati, stressati milanesi rinchiusi nelle loro automobili, pronti a dichiarare guerra per un parcheggio rubato e ben decisi a sferzare con i clacson chiunque non decolli un nanosecondo dopo l'arrivo del verde. Io capisco che non sopravviverò a lungo in questo bordel... ambiente senza precauzioni, dunque torno in negozio per una maschera con filtro per le polveri sottili, l'inquinamento ed i cattivi pensieri. Due lucine bianche e rosse, come le luci di posizione delle navi. E poi, Inshallah.

Il battesimo vero e proprio, per entrambi, avviene la sera di mercoledì 14 settembre. Insolitamente privo di orologio, mi sento deliziosamente sospeso in un limbo a-cronologico, in questo sole declinante che pare trascinarci ad ovest lungo il Naviglio Grande. Laura fa strada con una classe, un passo (pardon, una pedalata) ed una fluidità che nemmeno oso invidiarle, tutta in nero su una bici nera e configurata come uno squalo, un predatore: la sua nuova Nox. Mi porta lungo l'acqua sempre più lontano, superando tanti joggers ed altri ciclisti, le automobili ed il loro noioso fragore isterico ben distanti; mi segnala con una parca economia di gesti gli ostacoli e le asperità dell'asfalto, indica per tempo le deviazioni, raggiungendo infine la Casetta dell'Acqua a Gaggiano. Oltre Corsico.
Fuori Milano. Magia.
Mi illudevo di aver toccato punte di velocità notevoli con la mia MTB, che pure è in fibra di vetro: ma questa AWS corre ben di più, e non immagino nemmeno cosa possano fare le tre biciclette da corsa di Laura. Il paesaggio pare fondersi ai miei lati, e questa volta non sto guidando, non sono riparato dai vetri: il vento mi si apre contro, ogni metro porta nuova aria sul mio cammino.

Ultimi metri, ormai il giorno declina. Laura mi accompagna fino in Corso Magenta, aiutandomi a riconoscere pericoli ed a prevedere i tanti idioti che abbondano, armati di SUV, vetture e moto, in questo dedalo di vie e pavet. Una brillante ed elegantissima impiegata non esita ad esempio a superare sul marciapiede la fila di auto impantanate all'ennesimo semaforo, virando all'improvviso a sinistra e saltando letteralmente con lo scooter quasi addosso alla mia amica, in zona Porta Genova. Senza un cenno, una scusa, nemmeno una parvenza di fastidio per noi pietosi ostacoli alla sua inarrestabile progressione verso l'ennesimo, stupido happy hour.

Malgrado tutto ciò, la serata è stata interessante, ho imparato molto e mi sono riscosso dall'ingenua convinzione che, sapendo pedalare a Biella o in montagna, sappia pedalare anche qui. Tutti dovrebbero avere un'amica, una guida esperta e paziente come Laura, almeno lungo i primi momenti di quest'avventura; una prima incursione fuori dalla costipata realtà milanese, verso il sole che declina, a fianco di una persona stupenda. Probabilmente tutti gli altri poveri e nevrastenici tizi dell'altra sera non sono mai stati tanto fortunati.


"Never Let Me Down Again" - Depeche Mode




mercoledì 14 settembre 2011

Back: New Bikes.. And a Pussy Cat!

Domenica 28 Agosto, ore 19:00 - Sono rientrata al lavoro già da una settimana ma pare essere ancora in vacanza.. Ho passato un bel weekend sul lago di Garda per l'addio nubilato di Tati ma sono un po' stanca. Finalmente a casa!

Slam! E davanti a me, c'era lei, la bici che Bry mi aveva mostrato in un negozio ad Amsterdam un paio di mesi fa.. La Nox mi guardava e mi ha invitato a leggere il biglietto postato sulla canna “Auguri, raggiungimi in azienda..”
Noooo, ha fatto la mattata! Non ci posso credere..
Allora baby, ti battezzo Mal/Mallory anche se il nome della tua marca manca la K iniziale.. Assomigli ad una bella pantera incazzata.. Non vedo l'ora di portarti fuori per divorare delle strade insieme, saltellando voracemente da una parte all'altra delle rotaie del tram mentre i conducenti delle automobili saranno infastiditi perchè bloccati nel traffico della città tentacolare..

Eccoti Amaretto, sei pure ingrassato in questi giorni, non sembri più il trovatello saronnese raccattato dal ciglio dell'autostrada qualche mese fa mentre cercavi di fare il gatto suicida! Hai visto quante belle bimbe abbiamo a casa? Comunque entro la metà del mese avrai un nuovo compagno, don't worry.

Giovedì 1 Settembre - “Lau, lo sai che forse questo poteva essere il regalo più bello che Bry ti potesse mai fare?. Comunque non mi uccidere, ieri al negozio di biciclette ho visto una vintage senza cambio, bellissima..”
Olè! E' ora di uscire dalla Fondazione e fare la puntata al negozio dove hai visto la futura MarkBike II – Aws. Se mi convince fino in fondo, vorrà dire che sei stato estremamente fortunello a trovare quello che cercavi in così poco tempo. Poi, non dovrai più dipendere dai mezzi, ora che il biglietto ordinario urbano è aumentato del 50%.. Con la MarkBike II you will save up tons of money!”

In verità Marco era partito con l'idea di una mountain bike o city bike, una sorta di compromesso o ibrido tra una bici da città ed una delle solite MTB alle quali, da sempre, era abituato.

Ore 18.30 al negozio AWS - “E' proprio una bella bici, essenziale! In caso avessi avuto lo scatto fisso te l'avrei presa in prestito volentieri! Che storia vederti pedalare per le strade milanesi.. Ma è il caso di prendere una mascherina e il casco.. Ci aspettano dei bei giri!”

Venerdì 2 Settembre - “Dai Amaretto, conte di Saronno, fammi uscire di casa altrimenti faccio tardi al lavoro..”


"Ghost n Stuff"- Deadmau5

Sarà ora che mi rimetta in pista, ho trovato finalmente una squadra che mi ha coinvolta a fare la Nove Colli a Maggio.. E' ora di rimettersi sui pedali!