martedì 3 aprile 2012

Montichiari, here we go!

Giovedì 29 marzo ore 16.15 - “Scendi pure.. Come ti senti, Lau?”
“Lasciamo stare, Rik, in queste ultime notti ho dormito poco e sono stata tormentata dalle farfalline allo stomaco. Comunque, per fortuna la compagnia è quella giusta per iniziare un’esperienza simile anche se mi manca il Simo.

Vi ricordo per l'ennesima volta che non sono mai stata su una fissa e quindi nemmeno in pista.. Almeno credo.. Forse da esordiente sì, a Forlì, ma non ne sono certa.”
“Ecco, ti piace la Tommasini?”
La mia nuova bicicletta a scatto fisso. Uno spettacolo unico, la porto in casa, la divoro con gli occhi e so che non è il momento adatto per perdersi tra i suoi raggi, perché i ragazzi sono pronti alla partenza verso la grande meta, il Velodromo di Montichiari.

Autostrada bloccata, arriviamo a destinazione con un’oretta di ritardo ma l’entusiasmo è tale da minimizzare qualsiasi disagio.

Sbam, ecco la struttura maestosa che si innalza di fronte all'automobile e mi sento terribilmente piccola e impotente. Ammutolisco e rimango in contemplazione del mio sentire.


Ore 20.15 - Apro lo sportello e mi fermo ad osservare la struttura che mi ospiterà nelle prossime due ore.
Speriamo che il plico che ho letto ieri sera sulle regole da mantenere in pista mi possa servire.
Non c'era un'anima, ormai è passata la stagione in cui molti preferiscono non affrontare il freddo e rifugiarsi al Tempio.

I signori mi guardano e mi sorridono: “Per una ragazza ciclista ci vuole una signora bici. Vieni che te la prepariamo. Hai portato i pedali, vero?”


Mi cambio al volo e mi avvicino alla bici. Ci siamo! Leggo il messaggio “ti aspettiamo al parterre”.
Sento solo il respiro ed i miei passi che si perdono nel corridoio scuro che mi conduce per mano verso le scale.
Prendo in spalla la bici mentre inspiro profondamente. Ci siamo! Chissà se uscirò viva da qui..! Magari con qualche scortichino qua e in là.

Immediatamente mi blocco, mentre sto risalendo le scale mi perdo ad ammirare la struttura potente che si innalza innanzi al mio sguardo. Se inizialmente nel parcheggio mi sentivo piccola, qui mi sento un microbo! Ora capisco la bellezza e il fascino del Tempio. Da rimanere senza fiato..


Mentre Rik mi incoraggia a salire in sella, guardo la Carrera brakeless fissa, fornitami dal personale del velodromo..

ClakClak, ci sono.

Fai qualche giro qui nel parterre e poi saliamo sulla rampetta che ci immette sulla pista”.
Mamma.. Che roba.. Sono su una fissa vera..” Mi sento davvero una bimba di fronte al giocattolo nuovo..!

Dai allora, ci sei, è ora di salire la rampetta..” Seguo ogni movimento ed ogni curva della bici che mi apre la pista e poi ascolto con molta attenzione le indicazioni, proprio come una scolaretta che prende appunti senza omettere una virgola mentre il maestro spiega la lezione del giorno.
Dopo cinque o sei giri nella parte inferiore, “Dai Lau, spostiamoci nella fascia blu e butta la ruota anteriore a su e giù nella parte inclinata.. Come faccio io.. Ohop..
Lo seguo a ruota e mi rendo conto che siamo quasi sulla riga nera.. Cerco di rimanere sulla traiettoria anche se la tendenza della ruota è quella di virare verso il basso. OoOohhh ci siamo!!

Intanto mi ripeto di non scendere al di sotto dei 25 km/h altrimenti rischio di assaggiare il parquet, cosa che molti mi hanno sconsigliato di fare.

La prima mezz'ora è volata, abbiamo fatto un po' di trenino, dandoci il cambio.. Look over your right shoulder... Avevo la sella troppo bassa e quindi ho voluto fermarmi non solo per riprendere il fiato ma anche per alzarla un peletto.

Oook, faccio ancora qualche giro e poi mi soffermo in contemplazione di questa esperienza.

Dai Lau, saliamo fino in cima e facciamo dei giri nella fascia superiore. Alla fine la pendenza non cambia e non è più difficile.. E' solo un'illusione ottica.. Follow me!”
Girare nella parte più in alto è ancora più divertente perché si fa un pelo più fatica quando si sta per entrare in curva ma poi nel rettilineo la pendenza diminuisce un po' e quindi si prende bene la rincorsa..
Facciamo un po' di trenuzzo..”
Tengo botta, mi attacco alla ruota di Ale e poi tiro per pochi giri. Lascio andare il colpo, vedo i ragazzi allontanarsi e prepararsi agli sprint.. Che, alla faccia dello speed, raggiungono i 57 km/h senza dire nulla.
Mo' vè, è proprio divertente salire e scendere... Per essere la prima volta, sono proprio soddisfatta.
Ora non vedo l'ora di tornare a casa dalla mia bella Tommy.


Scendo dalla rampa e sento che ci tornerò ben presto.. Magari non a Montichiari ma a Fiorenzuola. Quel velodromo che ho sempre intravisto dal finestrino del treno che prendevo quasi tutti i weekend per tornare in Romagna nel periodo in cui frequentavo le scuole superiori a Milano..


Special thanx to Rik and Ale.. That had the patience to explain and follow me up the track!

13 commenti:

  1. Bellissimo topic, rende proprio l'idea, la tensione, i giri... E rende bene tutto ciò anche a chi non è mai stato in un velodromo. Come me. Bravissima!

    Un applauso e buone corse Lauett...

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  2. tutto giusto, tutto bello, compreso quella odiata scalinata che anche su di te ha provveduto a farti capire in che guaio ti stavi mettendo ;)
    dopo questa le altre piste saranno una passeggiata!

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  3. Risposte
    1. Grandissimo pure tu :) Da ripetere asap ma a Fiorenzuola.. Neh?

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  4. dev'essere una cosa unica entrare in un velodromo e pedalarci... però mi viene un dubbio: su raisport erano collegati con melbourne per i mondiali su pista o con montichiari per la prima di metallau?

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  5. Probabilmente la prima di MetalLau, se son furbi e vogliono far share...

    Un abbraccio Lauett, e buone pedalate! Un saluto dalla temporalesca e nibelungicissima Biella.

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  6. mmmmh non so, dalle foto direi che metallau ha un fisico decisamente migliore rispetto alle cicliste che vedevo in tivvù

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    1. Si sono decisamente più rotonda... Assomiglio ad una donna tipica romagnola. So anche tirare la sfoglia.. Ho sbagliato sport forse?

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    2. Ma che "rotonda" d'Egitto... Come no!

      Se tu sei rotonda io sono un pallone.

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    3. beh, insomma, con tutto il rispetto, ma questa è anna meares, campionessa plurimedagliata e detentrice di record: http://autobus.cyclingnews.com/photos/2008/olympics08/32/MearespodT5OG808-183.jpg e molte altre sono tozze e tonde quanto lei. l'eventuale rotondità delle donne romagnole è ben altra cosa :)

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  7. Ah sicuramente.. La Lauetta è una gran ciclista ed una gran ragazza! Solo che se glielo dico si imbarazza, quindi mi limito a scriverlo.

    E poi, bellezza a parte, tira come io non riesco, quindi è anche un fisico ben funzionante e in forma...

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