venerdì 25 maggio 2012

Lunch on our wheels


"Rollin" - Limp Bizkit

Ore 13 - “Allora Simo, ci siamo..”
“..Eh sì, ti aspetto da un po'.. dai, su!”
Anche oggi si sgambetta. E' proprio bello scappare dalla realtà lavorativa e dal solito pranzo che ci porta ad essere terribilmente statici e pigri.
Finchè le temperature non sono devastanti, ci permettiamo il lusso di regalarci dei momenti out of Milan in ottima compagnia.. Nonostante mi faccia tirare il collo spesso e volentieri.
“Olèèè eddaje che ci siamo..”


Il sudore si fa sentire a secchiate, quel poco del cervello rimasto evapora a manetta mentre ascolto il respiro che diventa sempre più pesante.
Il percorso è ormai collaudato: Naviglio Grande - Corsico - Zibido San Giacomo - Naviglio Pavese.
“Caro, stai andando abbestia, rallento altrimenti mi fai morire..” Statement ricorrente che ultimamente esce dalle mie labbra ammettendo sconfitta..
Comunque sia, nonostante la fatica bestiale (fortuna che abbiamo poco tempo a disposizione!) è uno dei momenti della giornata che adoro di più.
Special thanx to my Bro' that has to put up with me.. Just another cranky fuckin' girl on two wheels..!!


lunedì 14 maggio 2012

Velodromo di Dalmine

Mercoledì 9 maggio 2012 – Siamo sulla strada per la final destination, è arrivata la giornata di gare in pista che avranno inizio verso le 19.30. Ci sono ben tre tipi di specialità e visto che non sono una gran intenditrice, osserverò ed ascolterò i pistard raccontare la loro impresa in diretta. Sono emozionata nonostante non tocchi a me pedalare e so già che proverò una voglia tremenda di girare a mia volta.


Vedere vorticare i corridori come non mai, una potenza sprigionata direttamente dalle ruote, soprattutto da quelle lenticolari.. Copertoni che a contatto con il cemento emanano un sibilo che rilassa a tal punto da farmi sedere in mezzo all'area verde mandandomi in trance.


I corridori nel lasso di tempo che intercorreva tra una gara e l'altra, rimanevano in “frullo”sui rulli per mantenere calde le gambe. Tutta questa situazione mi ha distolto dal mio essere individuale e mi ha fatto sentire parte di una macchina perfetta. Concettualmente non è semplice da spiegare quello che ho provato. I corridori sempre in bolla pronti a dare il massimo di sé in gara alternandosi a categorie; le signore, mogli, morose e supporter (mischia in cui mi colloco allegramente) a far il tifo ed a soddisfare qualsiasi tipo di bisogno del “pistard” (mmm.. adoro questa parola!).


Nel caso specifico, la mia presenza era forse inutile dal punto di vista tecnico ma da quello morale credo sia servito, anche se in minima parte, ai miei due amici di sgambate, Ale e Rik.
Velodromo, un mondo a parte. Quando entri, tutto quello che sta fuori dalla parabolica non esiste per l'intervallo di tempo in cui si rimane all'interno dell'area.. Si dimentica la realtà quotidiana.
Nonostante ci sia una competizione in atto, non vi sono attriti tra le persone, anzi al contrario. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla bella sintonia instauratesi tra gli avversari che, alla fine dei conti, si è creata per la passione speciale e rara che hanno in comune.


“..Dalmine non è Montichiari..”

Piste completamente differenti, non solo perchè la prima è all'aperto con il fondo in cemento mentre la seconda si trova in una struttura chiusa maestosa con la parabolica in parquet. Nel mio caso Montichiari rimarrà über alles perchè mi ha regalato la “mia prima volta”.. E come il primo bacio, non si scorda mai.
C'è chi preferisce Dalmine a Montichiari per la conformazione della pista che è diversa, in quanto la seconda è più inclinata della prima.. Ma non sono all'altezza di poter esprimere giudizi tecnici simili perchè ho provato solo una e non entrambe. Comunque, seppur in modo differente, tutte e due mi hanno dato delle emozioni uniche, sperimentate con due persone speciali che in questa occasione hanno dato il meglio di sé, regalando attraverso le loro ruote momenti intensi a costo della loro fatica che è stata compensata con qualche pacca sulle spalle e con un premio finale.
Sorrido, sì.. Magari la prossima volta mi porterò la Tommasina: chissà se potrà avere l'onore di poggiare i copertoni sull'asfalto di Dalmine e farmi vivere in primis quello che ho potuto assaggiare in questa occasione.

Un grazie sentito ai ragazzi che, ancora una volta, mi hanno regalato tanto.

venerdì 11 maggio 2012

CicloAperitivo improvvisato

Martedì 8 maggio – “Mah si, mo' andiamo a TrezzanCity e poi vediamo che giro fare.. Mi raccomando, sai che non vado forte in fissa quindi ti tocca portare pazienza..”



“Ohh, guarda chi c'è! Ottimo.. Allora ragazzi dove andiamo? Gianca, siamo al completo?”


“Facciamo la deviazione per Cusago, almeno Marco può vedere un percorso alternativo.. Manca ancora Public Enemy..”
Non ci potevo credere. Eccolo che arriva P.E. vestito in rosa..
“..Eh ma non potevo rispolverare un tutino qualsiasi per il Giro d'Italia.. Buahuah.,.”


Iniziamo il solito percorso ma già si capiva che aria tirava..
“Aperitivo a Cusago?”
“Si..”


Ora di tornare a casa, mi sento un po' in colpa per non aver frullato a dovere con le gambe ma ci ridiamo su e torniamo a manetta con il vento favorevole.
Eh si, si frulla proprio bene dopo due bottiglie di Prosecco docg.. Non sento la fatica.
“Bisognerebbe mettere del vinello nella borraccia della Lau d'ora in poi.. Marco, ci sei vero? P.E. Prova a metterti in testa..”
“Ci sono alla grande e sono contento, sto facendo il mio record di velocità in pianura. Non li ho mai fatti i 48 km/h!”

Grazie a tutti per questo giro fancazzis a base di alcool. Alle volte variare ci piace.. Concluso in bellezza con 40 km sgrausi!

..And special thanx to varas.it per le foto!

martedì 1 maggio 2012

My way


Every day ever since I got to Faenza to help mommy out with her injury I needed my time off from almost everyone and everybody.. Regularly I took off with my black beauty to face the hills.


..Si sale e si scende, in cinque minuti sono in collina e vorrei che questa micro sgambata non finisse mai. 


Sono parte di quello che vedo e mi diverto a perdermi nelle vallate che pennellano quello che sono. Ma la vocina irrequieta, quella che adora prendermi per la gola e per lo stomaco mi supplica chiedendomi con irruenza se davvero questa è la realtà che voglio.
In effetti no, non è questa la mia posizione ideale e non vorrei nemmeno che lo diventasse. Stranamente mi manca il fottuto traffico milanese, quella cosa che mi dà adrenalina mentre zigzago da una sponda all’altra di una corsia, dove lo sguardo si perde in mille direzioni, soprattutto negli occhi degli automobilisti con l’intento di mostrare la prepotenza che spesso mi cova dentro…
Uno dei vari giochetti che mi accompagnano da tre lunghi anni e che non mi ha ancora stancata.. Anzi, il divertimento diventa sempre maggiore ora che nella mia vita è entrata la Tommasini..

I like it the way it is: this is my way... A little bit over here, a little over there... I need to feel alive so let me dive into what I’m concerned about, which might be shapeless and amorphous for you and be perfet and cozy for me.
Milan, I’m on my way home!