venerdì 24 febbraio 2012

CicloSklero

Ognuno di noi ha qualche lato pignoLabile.
Si è presentata l'occasione per superare quel limite ma ho fallito cadendo nel maledetto loop mentale: incapacità di gestione della sofferenza quando ho visto i copertoni della Pantera sfaldarsi a causa della vecchiaia.. Ed osservare le camere d'aria emettere aria tossica, stagna come i lahr di un cratere, offuscando la visibilità. Tutto nero, la bile in ascesa progressiva come la lava effusiva di un vulcano di tipo acido, prossimo all'esplosione..
Inoltre, poco dopo ho realizzato di avere un appuntamento con i ragazzi di AreaBici. Ma ero dalla parte opposta della città.
Martedì 21 Febbraio, ore 20.45@ Melchiorre Gioia - Puuuuff.. 'Fanculo.
DriiinDriiiin -“Non ci crederai, ho forato, me lo sentivo. Sei a casa? Sono praticamente davanti al portone. Se non ti dispiace cambierei la camera d'aria da te..”
“Ma va. Sei caduta?! Sicura di star bene? Ci manca. Sali!”
I minuti passavano e io, da brava, sapevo come combattere questo piccolissimo intoppo: tuttavia ho fallito a causa della mia aggressività e insofferenza nel vivere il tempo come un'antagonista e nell'inforcare la pompetta in modo sbagliato, rompendo pure la seconda valvola a disposizione.
“Provo con lo spray riparatore, magari riesco ad arrivare per lo meno a casa.”
La faccia del mio amico ha cambiato colore e io sono diventata un demonio.. La schiuma ha inondato le pareti del corridoio e il mio viso.. Sostanza estremamente appiccicosa, bianca.. Visita inaspettata: carnevale è arrivato anche da noi.
Il tempo passa, lo stress ed il nervoso aumentano esponenzialmente, il sudore mi ricopre la fronte. Non ho nemmeno tolto il caschetto, convinta di fare in fretta, e da lunghi minuti sono piegata in due, c'è da star male dalla fatica, dal disappunto, dalla rabbia. E dalla frustrazione.
Il mio amico non sa più cosa dire, regge la gomma parzialmente smontata, incerto tra il cercare di aiutarmi ed il timore di farmi esplodere del tutto. Lo ascolto a malapena, continuando a pompare alla follia la maledetta, piccola pompa di plastica ed alluminio. L'aria esce.
“Lau, cambia la gomma con una delle mie.. Dai, non fartelo ripetere mille volte, su.”
No No No. Non dipendo da altri e come esco da casa la mattina, torno la sera. Non prendo su pezzi altrui.. Stiamo parlando di una fottutissima ruota.. Incredibile non riuscire a ripararla.
“Altrimenti, lascia qui la bici..”
Quasi esplodo, lo guardo malissimo. “NO!, non posso pensare di tornare a casa senza Lei. Non se ne parla!” Mani nere, faccia e capelli coperti di schiuma.. Chiedo scusa per il mio comportamento consapevolmente trucido, rigido e ottuso. Sono in palla.
Alla fine, sudata e triste, prossima alle lacrime, devo rinunciare ed arrendermi all'assurdo del momento: pur avendo una pompetta ed una camera d'aria di ricambio, pur avendo cambiato decine e decine di ruote, sono bloccata. Devo ammettere l'incredibile, umiliante impasse, e questo mi piega.
Intanto l'amico, a sua volta, cerca di starmi dietro. “Dai Lau, allora ti posso almeno offrire un po' di Brandy? E' davvero buono, di annata e raro.. Un Alfonso El Sabio di quarant'anni e più. Comunque pensa, poteva andare davvero peggio, potevi essere ovunque in mezzo alla strada di sera.. Insomma nella sfiga è andata bene!”
“Si, che dire, hai ragione. Grazie per l'ospitalità... Mi muovo verso la metrò. Peccato per la serata con AreaBici. Che rabbia."
Conclusioni: razionalmente so di aver toppato ma non credo di aver imparato la lezione. Se lei va giù, ci vado pure io. Lasciare la mia compagna fidata fuori da casa? Manco per sogno.


"By your Side" - S.P.Y.

giovedì 23 febbraio 2012

Caro Sindaco, #salvaiciclisti


Per la seconda volta, con piacere, rilancio l'iniziativa degli amici bloggers e webmasters "Salviamo i Ciclisti", indirizzata ai sindaci delle città italiane. Buona lettura e grazie per la gentile attenzione.

Caro Sindaco,
Come avrà già avuto modo di apprendere dalle notizie degli ultimi giorni, l’Italia si posiziona al terzo posto in Europa per mortalità in bicicletta. Negli ultimi 10 anni, ben 2.556  ciclisti hanno perso la vita sulle nostre strade ed è per porre freno a questa situazione che due settimane or sono abbiamo lanciato in Italia la campagna #salvaiciclisti con cui abbiamo chiesto al Parlamento italiano l’applicazione degli 8 punti del Manifesto del Times.
In questi i giorni il Parlamento sta facendo la propria parte ed una proposta di legge sottoscritta da (quasi) tutte le forze politiche è pronta per la presentazione alla Camera e al Senato. Senza il suo preziosissimo contributo di amministratore locale, però, anche la migliore delle leggi rischia di restare lettera morta ed è per questo che siamo a chiedere la sua adesione alla campagna #salvaiciclisti per il miglioramento della sicurezza dei ciclisti nella sua città.
Aderendo a #salvaiciclisti si impegnerà quindi a:
  1. Garantire l’applicazione a livello locale degli 8 punti del Manifesto del Times per le aree di competenza comunale,
  2. Formulare le opportune strategie per incrementare almeno del 5% annuo gli spostamenti urbani in bicicletta nei giorni feriali,
  3. Contrastare il fenomeno del parcheggio selvaggio (sulle strisce pedonali, in doppia fila, in prossimità di curve ed incroci, sulle piste ciclabili),
  4. Far rispettare i limiti di velocità stabiliti per legge e istituire da subito delle "Zone 30" e “zone residenziali” nelle aree con alta concentrazione di pedoni e ciclisti,
  5. Realizzare, qualora mancante, un Piano Quadro sulla Ciclabilità o Bici Plan,
  6. Monitorare e ridisegnare i tratti più pericolosi della città per la viabilità ciclistica di comune accordo con le associazioni locali,
  7. Redigere annualmente un documento pubblico sullo stato dell'arte nel proprio comune di competenza della viabilità ciclabile indicando i risultati dell'anno appena trascorso e gli obiettivi futuri,
  8. Dotare ogni strada di nuova costruzione o sottoposta ad interventi straordinari di manutenzione straordinari con un percorso ciclabile che garantisca il pieno comfort del ciclista,
  9. Promuovere una campagna di comunicazione per sensibilizzare tutti gli utenti della strada sulle tematiche della sicurezza,
  10. Dare il buon esempio recandosi al lavoro in bicicletta per infondere fiducia nei cittadini e per monitorare personalmente lo stato della ciclabilità nella sua città

È perché riteniamo che la campagna #salvaiciclisti  sia dettata dal buon senso e da una forte dose di senso civico che chiediamo un suo contributo affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag  #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail al sindaco della propria città e ai sindaci delle città capoluogo di regione.
Puoi scaricare da qui la lista degli indirizzi mail delle città capoluogo: lista.
Se non conosci l’indirizzo mail del tuo sindaco, puoi trovarlo a questo sito: link.
Il  gruppo su Facebook sta aspettando nuove idee per continuare la campagna.

1.        piciclisti.wordpress.com
2.        amicoinviaggio.it
3.        rotafixa.it
4.        biascagne-cicli.it
5.        nuovamobilita.wordpress.com
6.        mazzei.milano.it
7.        www.ediciclo.it
8.        www.ciclomundi.it
9.        festinalente.ztl.eu
10.      milanonmybike.blogspot.com
11.       areabici.blogspot.com
12.      greenMe.it (www.greenme.it)
13.      www.bicizen.it
14.      Fiab-onlus.it
15.      LifeGate.it
16.      lifeintravel.it
17.      Rotazioni
18.      www.raggidistoria.com
19.      Associazione ciclonauti
20.     riky76omnium.wordpress.com
21.      34×26.wordpress.com

venerdì 17 febbraio 2012

MarkBike the III

Gentili signore e signori, vi presento l'intervista posta ad un caro ciclista simpatizzante che ha scoperto il mondo del viaggiare sostenibile a cavallo di una bici da corsa anche in una città così avversa come Milano.

L: Ciao Marco, grazie per esserti offerto come cavia del famoso blog “Milan on my bike”. Ho potuto vivere alcuni momenti che reputo importanti per la tua crescita ciclistica e che avrei piacere che condividessi con i nostri lettori.

M: Cara Laura, grazie a te per questa bella iniziativa e per avermi invitato, è un piacere.

L: Passiamo alle domande.. Prima di acquistare Markbike the II e III, hai avuto rapporti particolari con la I che ti ha dato una grande aspirazione.. Ce ne parli?

M: Volentieri, è un bel ricordo. Dopo la gloriosa BMX ed un paio di mountain bikes sui generis, mi hanno regalato una bella MTB Bianchi, molto leggera, con i cambi integrati nelle manopole. L'ho usata per anni e la possiedo tuttora, si trova a Biella; con lei ho compiuto i 25 itinerari alla base del mio secondo manuale, Nuova Guida della Mountain Bike nel Biellese, pubblicato nel 2009 da Libreria Giovannacci Editore di Biella. Ho sicuramente un bel rapporto con questa bicicletta, per quanto sia priva di ammortizzatori, il che ha spesso reso avventurosa e blandamente traumatica la discesa dai tracciati di montagna... Una volta mi ha perfino difeso da un cinghiale che è esploso fuori dalle gasìe, dal roveto spinoso lungo lo sterrato, nella Baraggia.

L: Cosa ti ha spinto a comperare Markbike the II? Hai avuto dei benefici immediati?

M: Sicuramente sì, in termini di mantenimento della forma, di svago e "fuga" mentale in un momento ed in un contesto urbano complicato come quello milanese. Ho già raccontato come sia stato pressoché fulminato sulla via di Damasco, a fine agosto 2011, decidendo tutt'ad un tratto di acquistare una bicicletta a Milano, dopo tanti anni da pedone frustrato; ora mi riesce difficile credere come, per tanti anni, non mi sia spostato in bicicletta. E mi riesce francamente insopportabile il minimo tragitto in metropolitana, malgrado a rigor di logica io debba esservi abituato.

L: Quindi arriviamo all'ultimo acquisto. Markbike the III – Ricerca e genesi.

M: La ricerca è stata lunga, la genesi breve ed a dir poco istintiva. Un pomeriggio lungo il Naviglio Grande, il ritorno da Turbigo e Boffalora sopra Ticino fino a Milano... la vista di altre biciclette che, malgrado la struttura leggera e le ruote da corsa della mia AWS (Markbike The Second, per intenderci) mi doppiavano senza alcuna fatica. Ammirazione, invidia in senso positivo, sono state quindi il brodo di coltura per questa sottile attenzione alle biciclette da corsa, sfociata quindi nell'intenzione di comprarne una.

L'idea era quella di acquistarne un vecchio modello, poiché come storico avrei amato l'idea di riportare a nuova vita un antico telaio, un po' come le realizzazioni di Biascagne Cicli: qualcosa che, dopo decenni di ruggine e polvere nel buio di uno stanzino, torni a volare. Purtroppo, vista anche l'esigenza di trovare un telaio sufficientemente adatto alla mia statura (una volta, i telai di misura 58-59 erano comprensibilmente rari), ho dovuto focalizzarmi su obiettivi più recenti, peraltro di più facile manutenzione.

L: Sogni rinchiusi in un telaio da corsa. What do you foresee?

M: Cosa prevedo... Eh, belle pedalate, se possibile lungo i navigli, oppure sulla Martesana, fino al Parco dell'Adda che ho sfiorato questo autunno. Vorrei imparare ad usare e a dosare sapientemente i cambi, a sfruttare la meccanica di qualità di questa bicicletta. Vedremo, la passione c'è.

L: Noti delle grosse differenze con le altre due?

M: Sì, sicuramente. Il peso è notevolmente maggiore, rispetto alla ruota libera AWS; i freni sono innaturalmente lontani, il manubrio ben diverso, i pedalini Look non s'inforcano mai come dovrebbero, visto che non ho le scarpette apposite... La pedalata è fluida e retta, piacevole. I freni sono molto migliori rispetto ai Tektro americani dell'AWS: si tratta di freni Campagnolo Avanti, mentre il cambio è Campagnolo Veloce, il mozzo Campagnolo Mirage. Il manubrio è della marca Italmanubri, modello Super Racing.

Ho cercato di identificare il modello preciso mediante il forum bdc-forum.it, senza avere alcuna risposta; invece i gentili responsabili della ditta Olmo mi hanno aiutato, informandomi che il telaio è un Hobby/Sportman della fine degli anni Ottanta, con un gruppo Campagnolo Misto Veloce/Avanti. Purtroppo non è stato possibile definire il modello esatto di questa bicicletta, tuttavia penso di averne capito l'età; le condizioni sono buone, è stata ben custodita.


L: La vita milanese vissuta sostenibilmente: e' un argomento a te molto familiare..

M: Sì, Laura. Credo infatti che il futuro imponga scelte importanti e nette, senza vie traverse o mezze misure, in merito a problematiche globali e locali. Non si tratta solamente dell'aver visto, nell'arco della mia breve vita, la colossale regressione glaciale in atto nelle Alpi Occidentali, né di aver incontrato delle primule a gennaio; tra i due estremi, tra il macro ed il micro, c'è una questione di approvigionamento energetico, di inquinamento ed abbattimento delle polveri sottili, di emergenza ambientale e sanitaria che bussa alle nostre porte. Non è possibile che, ad un semaforo sui Bastioni, una coda di dieci vetture conti nove SUV (ed un onesto furgone, un Fiat Ducato delle consegne), tutti con una persona a bordo ad eccezione del primo, che trasportava anche un bambino in età prescolare. Non è possibile dover attraversare Milano con la bocca disperatamente chiusa, pregando che la maschera faccia il suo lavoro, per non ritrovarsi ammalati in modo serio tra qualche anno; io non sto dicendo che i milioni di abitanti dell'hinterland milanese debbano iniziare a pedalare in massa, come durante le crisi petrolifere di una volta, come durante le guerre tra Isreaele ed i Paesi arabi. Sto semplicemente auspicando una via diversa, l'inizio perlomeno di una mobilità più soft, specialmente per chi deve muoversi di pochi chilometri; se è difficile spostare la massa d'auto che ogni giorno corre sulle autostrade, tangenziali e statali lombarde, installare un posteggio sicuro per bici ed incoraggiare i propri dipendenti ad usarlo è alla portata di quasi ogni azienda.

Un abbraccio alla mia bella amica blogger, ricordando le nostre biciclette e le Colonne di San Lorenzo, ed un saluto a tutti i lettori di Milan On My Bike.

Dal Web al Senato in 9 giorni


Attendiamo e speriamo..
Sono soddisfatta di come ci siamo mossi e sono altrettanto onorata di essere stata coinvolta in questa stupenda sinergia di gruppo.
To be continued.. Stay tuned.

giovedì 16 febbraio 2012

Milan is Cool

Fine gennaio, inizio febbraio - E' finalmente arrivato il freddo a Milano.
Non c'è molto da dire, me la sono tirata e ne approfitto per godermi il silenzio della neve che cade lieve e delle scodate provocate dalla ruota posteriore della Pantera a cavallo delle lastre di ghiaccio sul ciglio delle strade.
Non sarà il meteo a bloccarmi.. Nemmeno questa volta.

Milano mia, portami via \ Fa tanto freddo, schifo e non ne posso più..
"Luci a San Siro"- Roberto Vecchioni


"Fields of Snow" - Frosttide

mercoledì 8 febbraio 2012

Salviamo i ciclisti


Gentili direttori del Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa, Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Il Messaggero, Il Resto del Carlino, il Sole 24 Ore, Tuttosport, La Nazione, Il Mattino, Il Gazzettino, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Giornale, Il Secolo XIX, Il Fatto quotidiano, Il Tirreno, Il giornale di Sicilia, Libero, La Sicilia, Avvenire.
La scorsa settimana il Times di Londra ha lanciato una campagna a sostegno delle sicurezza dei ciclisti che sta riscuotendo un notevole successo (oltre 20.000 adesioni in soli 5 giorni).

In Gran Bretagna hanno deciso di correre ai ripari e di chiedere un impegno alla politica per far fronte agli oltre 1.275 ciclisti uccisi sulle strade britanniche negli ultimi 10 anni. In 10 anni in Italia sono state 2.556 le vittime su due ruote, più del doppio di quelle del Regno Unito.

Questa è una cifra vergognosa per un paese che più di ogni altro ha storicamente dato allo sviluppo della bicicletta e del ciclismo ed è per questo motivo che chiediamo che anche in Italia vengano adottati gli 8 punti del manifesto del Times:
  1. Gli autoarticolati che entrano in un centro urbano devono, per legge, essere dotati di sensori, allarmi sonori che segnalino la svolta, specchi supplementari e barre di sicurezza che evitino ai ciclisti di finire sotto le ruote.
  2. I 500 incroci più pericolosi del paese devono essere individuati, ripensati e dotati di semafori preferenziali per i ciclisti e di specchi che permettano ai camionisti di vedere eventuali ciclisti presenti sul lato.
  3. Dovrà essere condotta un’indagine nazionale per determinare quante persone vanno in bicicletta in Italia e quanti ciclisti vengono uccisi o feriti.
  4. Il 2% del budget dell’ANAS dovrà essere destinato alla creazione di piste ciclabili di nuova generazione.
  5. La formazione di ciclisti e autisti deve essere migliorata e la sicurezza dei ciclisti deve diventare una parte fondamentale dei test di guida.
  6. 30 km/h deve essere il limite di velocità massima nelle aree residenziali sprovviste di piste ciclabili.
  7. I privati devono essere invitati a sponsorizzare la creazione di piste ciclabili e superstrade ciclabili prendendo ad esempio lo schema di noleggio bici londinese sponsorizzato dalla Barclays
  8. Ogni città deve nominare un commissario alla ciclabilità per promuovere le riforme.

Cari direttori, il manifesto del Times è stato dettato dal buon senso e da una forte dose di senso civico. È proprio perché queste tematiche non hanno colore politico che chiediamo un contributo da tutti voi affinché anche in Italia il senso civico e il buon senso prendano finalmente il sopravvento.

Vi chiediamo di essere promotori di quel cambiamento di cui il paese ha bisogno e di aiutarci a salvare molte vite umane.


Chiunque volesse contribuire al buon esito di questa campagna può condividere questa lettera attraverso Facebook, attraverso il proprio blog o sito, attraverso Twitter utilizzando l’hashtag #salvaiciclisti e, ovviamente, inviandola via mail ai principali quotidiani italiani.


Tutti gli aderenti all’iniziativa saranno visibili sulla pagina Facebook: salviamo i ciclisti

Hanno aderito all’iniziativa: